Il vincitore
Stella Sorcinelli, con lo pseudonimo di Giuditta Scalzi, è la vincitrice della prima edizione del Premio In Primis con I mammiferi felici ridono fino a tarda notte.
Stella Sorcinelli, nata a Savigliano (Cn) nel 1980, è residente a Torino. Laureata in lettere classiche, è attualmente insegnante in un liceo; attrice di teatro con alle spalle un buon curriculum, da alcuni anni conduce un laboratorio teatrale per adolescenti in una scuola di teatro. I personaggi del libro sono ispirati a persone realmente incontrate tra gli studenti del liceo e dei corsi di teatro.

Sinossi:
Otto detto Il Secco, giovane irrealizzato di origine pugliese che vive a Milano con i genitori, vuole fare l’attore comico, ma prima di tutto si vuole lasciare alle spalle la giovinezza per cominciare a vivere sul serio, e secondo lui il mezzo migliore per farlo è raccontare una storia d’amore, una di quelle che ti cambiano per sempre. Dalla dimensione del racconto teatrale a quella della realtà, senza rendersene conto, si trova protagonista nella vita reale di una storia d'amore intensa e dolorosa con una ragazza dell'alta borghesia milanese, che lo traghetterà nell'età adulta. Attraverso la liaison vengono raccontate in maniera magistrale le differenze sociali, i modi diversi di pensare, le contraddizioni di due persone cresciute in universi opposti che in parte rappresentano, come in un microcosmo, la società italiana contemporanea. La destra e la sinistra, il teatro “alto” e quello di strada, l’apparire e l’essere, fanno da sottofondo a questa storia che, in uno stile diviso tra satira e dramma, riesce a catturare l’attenzione del lettore e a renderlo pienamente partecipe del racconto.
La giuria tecnica, composta dagli scrittori Stefania Bertola e Luca Bianchini, il regista Marco Ponti e il musicista Boosta, all’unanimità con l’avvallo di quella popolare ha così motivato la preferenza per l’opera di Stella Sorcinelli:
Per il taglio ironico e personale, la capacità di costruire una storia credibile e incredibile al tempo stesso e per essere riuscita ad alternare personaggi fittizi a quelli reali”.
